sabato 26 novembre 2011

decoupage natalizio



 

Si prende un tondo di cartone da dolci,

                                                         un tovagliolino natalizio

                                                                                     un pò di colla da decoupage  ,

                                                                                                                                                 un nastrino di velluto ed un bel fiocco,

        la decorazione è pronta

martedì 22 novembre 2011

per YOGA e MEDITAZIONE

BANDISCI LE PAROLE "GIUSTO E SBAGLIATO"

QUANDO ESEGUI UN'ASANA, LO SCOPO DELLO YOGA E' ESSERE LIBERI,
QUINDI,QUANDO PRATICHI YOGA NON ESISTE GIUSTO O SBAGLIATO, MA ABBANDONARE LA LOGICA E LA CONVINZIONE CHE ESISTA UN MODO CORRETTO PER ESEGUIRE LE ASANA

I KAKI

GIardino naturale: i caki, ovverosia quando l'autunno si tinge d'arancio.



I bellissimi frutti dell'albero di cachi. Foto di Andrea Mangoni.

Passeggiando lungo le strade di tante zone rurali della nostra provincia, tra ottobre e novembre, si può restare letteralmente incantati ad osservare gli alberi di cachi, ricchi e quasi opulenti di tondeggianti frutti arancioni. Sembrano dei monumentali alberi di Natale, iniziati ad addobbare con troppe settimane d'anticipo ed improvvisamenti abbandonati a sè stessi a metà dell'opera. Spesso questi monumenti all'abbondanza sono accompagnati da un coro vivace di uccelli estremamente lieti: merli, tordi e storni infatti vanno pazzi per questi grandi frutti, quando sono maturi, e spesso li svuotano letteralmente della polpa, a volte lasciando attaccato al picciolo solo uno scampolo arancio di buccia.


I cachi (Diospyros kaki) sono un frutto proveniente dalla Cina, e appartenente alla famiglia delle Ebenacee; giunto in Europa verso la metà dell'ottocento, era comunque già stata diffusa in Giappone, dove godeva di grande popolarità, tanto da farlo diventare elemento di favole e racconti popolari come la storia della guerra tra il granchio e la scimmia. Presenta numerose cultivar, che si distinguono per le qualità dei frutti al momento della raccolta. La coltivazione è semplice su qualunque terreno, e la pianta non necessita di alcun intervento antiparassitario, sebbene al momento dell'impianto risulti sensibile alla presenza di nematodi nel terreno. Le varie cultivar si propagano per innesto a corona o a spacco. I frutti acerbi sono terribilmente astringenti e se mangiati danno la sensazione di avere "la bocca legata"; per accellerare la loro maturazione si possono porre vicino a delle mele, che rilasciando etilene ne accelerano il processo di ammezzimento. I frutti, divenuti eduli per supermaturazione, sono una vera miniera: sono infatti ricchi di vitamina C, betacarotene, potassio, zuccheri; a questo stadio sono lassativi, non più astringenti. Sono alberi che dovrebbero trovar posto in qualunque frutteto annesso ad allevamenti biologici di avicoli, in quanto forniscono eccellente ombra in estate ed ottimi frutti in inverno per i nostri amici volatili; allo stesso modo possono essere impiegati agevolmente nel birdgardening come punto d'attrazione per i piccoli uccelli nella cattiva stagione. In entrambi i casi potete provare a piantare, vicino all'albero di cachi, qualche cespuglio di ribes rosso, che offrirà la propria frutta in estate.


Un albero di cachi. Foto di Andrea Mangoni.




Io, lo devo ammettere, impazzisco per i cachi freschi. E' probabilmente la consistenza della loro polpa,è uno dei  miei frutti preferiti. E' per questo, quindi, che voglio piantare, il prossimo anno, un alberello di cachi mela, o pomi cachi, come vengono chiamati da noi: si tratta di una varietà che ha una polpa dalla consistenza e croccantezza simili a quella della mela ma col gusto appunto del cachi, non astringenti alla raccolta, e con cui per di più si possono preparare deliziose torte proprio come si farebbe con le mele vere. Insomma una pianta dalle mille risorse, non ultima la grande bellezza che la rende un faro di colore in una stagione come questa che ne avrebbe davvero sempre bisogno.



lunedì 21 novembre 2011

il melograno



PUNICA GRANATUM, DELLA FAMIGLIA DELLE MIRTACEE.
"IL VERDE MELOGRANO DAI BEI VERMIGLI FIOR"
. HA IL SAPORE ACIDULO, AROMATICO PER IL MOLTO TANNINO CHE CONTIENE , OLTRE CHE VERMIFUGO , IL MELOGRANO E' RINFRESCANTE, DIURETICO, TONICO E ANTISPASMODICO

I ROMANI CONOSCEVANO UNA VARIETA' DI MELOGRANO, ILLUSTRATO DA PLINIO, DAL SAPORE AROMATICO E DAI BEI FIORI VERMIGLI, FORNITO DI SEMI E TANTA POLPA UN FRUTTO MOLTO APPREZZATO PROVENIENTE DALL'AFRICA ORA QUESTA QUALITA' é ANDATA PERDUTA.

 

UNA RICETTA VELOCE E FACILE

ANITRA AL MELOGRANO

 

ARROSTIRE IL PETTO D'ANITRA , RIFINIRLO IN PADELLA CON SUCCO E POLPA DI MELOGRANO ,SALARE E PEPARE.

troppo veloce? provatela.................

venerdì 18 novembre 2011

voglia di natale



 

si prende un tondo di cartone da dolci, si ritaglia da un centro o tovaglietta il motivo che piace di più, si incolla sul tondo , con la colla a caldo si attaccano le pinette si colorano e si completa con un bel nastro .

si può decorare un camino ,un portoncino, una parete

martedì 15 novembre 2011

una ricetta gustosa con uova e tartufo

pour deux


6 oeufs

40 à 50 gr de truffes

sel / poivre, il faut la saler au départ, car une fois cuite, c'est plus difficile à rectifier, et une omelette aux truffes pas salée, c'est pas très bon...

La veille: pour que l'omelette soit très parfumée il faut enfermer les oeufs (entiers avec la coquille qui est très poreuse) et les truffes dans un récipient hermétique et le mettre au frais. On peut laisser 24 h au frais sans problème.

Ensuite, le lendemain donc: casser les oeufs, battre les jaunes avec les truffes coupées en très fines lamelles (certains les râpent), je trouve qu'en lamelles c'est plus joli et le goût est le même. Saler, poivrer.

Ensuite , je me transforme en "Mère Poulard", bien que je doute fortement que la Mère Poulard mette des truffes dans ses célèbres omelettes! Je  fais cuire l'omelette dans une  poêle très chaude et huilée. Je ne la cuis que d'un côté, et lorsqu'elle est encore un peu "baveuse" à l'intérieur, je  la verse dans un plat ovale en la pliant en deux. C'est une opération un peu délicate. Il faut une bonne poêle qui n'attache pas!

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